Castelsardo vista dal mare

La Sardegna offre con Castelsardo il panorama più singolare e di una bellezza che non teme confronti. La cittadina, incantata, sorge arroccata sull’alto di un promontorio gigante che, emergendo dal mare, si eleva svettante nel cielo.

Una perla di rara bellezza incastonata al centro di quel golfo che prende il nome dell’Asinara, chiamata prima più felicemente “Isola d’Ercole” e successivamente “la Sinuaria”.

Castelsardo abbraccia nel suo vasto orizzonte alture dolcemente ondulate, biancheggianti arenili, ma sopratutto mare, colorito delle tinte più cariche di azzurro e di verde. Il suo policromo paesaggio, iridescente al sole, compendia ed offre quanto di festosa gaiezza può esprimere la natura. Anche la flora e la fauna, soprattutto quelle marine, sembrano voler esprimere una loro realtà indigena, in armonia con tale contesto di incanto. Castelsardo è stato definito poeticamente “fiore di luce che sorride dall’alto di un promontorio a picco sul mare”. E’ stato anche definito, per l’arditezza della sua ubicazione: “nido di aquile”. Un italo-brasiliano, sedotto da Castelsardo, conosciuta soltanto tramite foto, gli dichiarò il suo amore definendolo: “Paese ideale per vivere!”. Slogan pubblicitario non poteva essere più felice.

LA STORIA

La presenza nel territorio di importanti insediamenti umani è documentata dal monumento preistorico più caratteristico, la famosa roccia dell’Elefante, utilizzata all’interno come luogo di sepoltura.. Attestano la presenza di Roma alcuni toponimi: Cala Augustina (diventata Baia Ostina), Frigiano, Lu Pobulu, Lu Romasinu, ecc. Nell’era cristiana il primo nucleo abitato sulla vetta del promontorio si sarebbe formato intorno all’eremo di Sant’Antonio Abate, che Castelsardo onora come “Titulari di Casteddu”. Ad opera della famiglia Doria di Genova, allora potente Repubblica marinara, nel 1101 divenne cittadina fortificata prendendo il nome di Castelgenovese. Divenne poi Castel Aragonese quando, nel 1448, la città cadde nelle mani dei conquistatori spagnoli. Cessato il dominio spagnolo, prende infine il nome di Castelsardo.

La rocca conserva una struttura originale, rispetto a tutti i centri costieri della Sardegna. L’architettura maggiore di Castel Genovese era costituita dalla grandiosa “cinta delle muraglie”, dal “quartiere” chiamato impropriamente Castello, dal “palazzo di città”, dal “palazzo di Nicolò”.

Figura eminente e dominante, nella storia di Castel Genovese, è la castellana Eleonora D’Arborea, che visse in Castel Genovese, giovane sposa e madre, e da Castel Genovese partì per tentare la sua grande avventura nella storia della Sardegna. L’importanza strategica del Castello fortificato era anche superiore alla sua importanza politica. Era infatti considerata fortezza-imprendibile, e fortezza chiave per il dominio della Sardegna. Come piccola Genova era anche grande centro di traffici e di commerci. Nel periodo aragonese fu “Illustre y Magnifica Ciudad”, conservò la sua importanza strategica, acquistò grande importanza in campo ecclesiale. Divenne infatti Città Vescovile nell’anno 1503, arricchendosi di chiese e di opere pittoriche di grande prestigio tra cui il famoso Retablo del Maestro di Castelsardo.

LA SETTIMANA SANTA

Ricca di contenuti e valori, la settimana Santa di Castelsardo è – nel suo antico rituale – l’espressione più genuina di religione, arte e cultura di un popolo. Nel giorno di Lunissanti (il lunedì precedente la Pasqua) si svolge in città e nelle campagne circostanti una suggestiva processione accompagnata da cori sacri e dalle inquietanti figure dei “misteri”, uomini incappucciati che simboleggiano i momenti e gli strumenti della passione di Cristo.

Per saperne di più http://www.comune.castelsardo.ss.it

 

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